Il dato sugli accumuli merita attenzione: secondo il rapporto di ECCO sul PNIEC, ripreso da QualEnergia, nei primi otto mesi del 2026 la nuova capacità installata è diminuita del 64% rispetto allo stesso periodo del 2025. Parliamo di capacità energetica, misurata in MWh.
Parallelamente, prosegue il rilascio delle autorizzazioni per nuovi impianti.
Queste informazioni descrivono fasi diverse e non dimostrano, da sole, che i progetti autorizzati siano bloccati. Per comprenderlo occorre seguire gli stessi investimenti nel tempo, distinguendo dimensioni, tecnologie e date previste di realizzazione.
È qui che, a mio avviso, deve crescere la qualità della governance energetica.
Tra autorizzazione ed esercizio ci sono sostenibilità finanziaria, connessione alla rete, adempimento delle prescrizioni, approvvigionamenti e cantieri. Ogni passaggio può incidere sui tempi e sulla concreta realizzabilità dell’investimento.
Per questo affiancherei ai megawatt autorizzati tre indicatori: quanti progetti arrivano in cantiere, quanti entrano in esercizio e quanto tempo occorre per completare il percorso.
Per le amministrazioni coinvolte significa disporre di informazioni aggiornate, scadenze verificabili e responsabilità definite, nel rispetto delle rispettive competenze.
Per cittadini e imprese significa poter valutare quando gli investimenti annunciati diventeranno infrastrutture effettivamente disponibili.
La capacità autorizzativa è essenziale. La capacità realizzativa ne determina il risultato.
Per questo invito amministratori, operatori e professionisti a condividere esperienze documentate sui passaggi che incidono maggiormente tra autorizzazione ed esercizio: è da questa evidenza che possono nascere interventi mirati e una programmazione più credibile.
Buona Energia!
Articolo originariamente pubblicato da Rossella Di Grazia su Substack.