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IL PROBLEMA ENERGETICO CHE NON VEDIAMO

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L’Europa mette 1 miliardo sul tavolo per cambiare il modo in cui le industrie producono alte temperature.

Quando parliamo di transizione energetica pensiamo quasi automaticamente all’elettricità.

Fotovoltaico, eolico, batterie, auto elettriche.

Eppure una parte enorme della sfida energetica europea si trova altrove.

Nel calore.

Acciaio, cemento, carta, chimica, alimentare: moltissimi processi industriali hanno bisogno di temperature elevate e oggi questo calore viene prodotto ancora in larga parte utilizzando combustibili fossili.

Il dato della Commissione europea è significativo: il calore di processo rappresenta circa tre quarti delle emissioni industriali europee.

Ed è proprio qui che l’Europa ha deciso di intervenire.

A Dicembre partirà una nuova asta europea da 1 miliardo di euro destinata alle imprese che investiranno nella decarbonizzazione del calore industriale e le tecnologie ammesse raccontano molto bene come sta cambiando il settore energetico.

Pompe di calore industriali.

Accumuli termici.

Caldaie elettriche.

Solare termico.

Geotermia.

Tecnologie al plasma.

E, per la prima volta, anche alcune tecnologie nucleari come gli Small Modular Reactors.

Trovo interessante soprattutto un aspetto.

Per decenni abbiamo pensato all’energia industriale secondo uno schema abbastanza semplice: compro un combustibile, lo brucio e produco il calore di cui ho bisogno.

Ora quello schema potrebbe cambiare.

Un’impresa potrà produrre calore utilizzando elettricità nelle ore più convenienti, conservarlo in un accumulo termico e utilizzarlo successivamente nel processo produttivo oppure recuperare calore che oggi viene semplicemente disperso.

Questo significa che anche il calore può diventare una risorsa da produrre, accumulare, recuperare e gestire.

E qui, secondo me, c’è una riflessione che riguarda direttamente anche le nostre imprese.

La transizione energetica non dovrebbe iniziare chiedendosi semplicemente quale impianto installare, piuttosto dovrebbe iniziare analizzando dove utilizziamo energia, sotto quale forma, quanta ne perdiamo e quanta potremmo recuperare perché spesso l’energia più conveniente non è quella che riusciamo ad acquistare a qualche euro in meno e’ quella che smettiamo di sprecare e forse la prossima grande rivoluzione energetica industriale non sarà visibile sui tetti sarà dentro fabbriche, forni, processi produttivi e sistemi termici.

Buona Energia!

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Articolo originariamente pubblicato da Rossella Di Grazia su Substack.

Rossella di Grazia

Esperta di Bill Audit ed amministratrice unica della ESB Consulting.