Da anni discutiamo della sostenibilità ambientale delle nostre scelte. Credo sia arrivato il momento di discutere con la stessa attenzione anche della loro sostenibilità industriale.
Il settore automobilistico europeo ne è un esempio.
Abbiamo costruito obiettivi ambiziosi di decarbonizzazione, ma non sempre abbiamo accompagnato questa trasformazione con una politica industriale capace di tutelare competenze, filiere produttive, occupazione e competitività.
Eppure, sarebbe un errore attribuire tutte le responsabilità alla politica europea.
Molte scelte strategiche sono state compiute dalle stesse imprese, che oggi si trovano a gestire le conseguenze di investimenti, ritardi tecnologici e valutazioni di mercato non sempre corrette.
Per me il punto è un altro.
La transizione energetica non può essere soltanto una politica ambientale. Deve diventare una vera politica industriale europea.
Significa investire nella produzione, nella ricerca, nelle competenze e nelle tecnologie.
Significa anche riconoscere che decarbonizzare un’economia senza preservarne la capacità produttiva rischia di trasferire altrove emissioni, posti di lavoro e valore aggiunto.
Non credo che la soluzione sia rallentare indiscriminatamente la transizione.
Credo piuttosto che sia necessario governarla meglio.
Perché un’Europa ambientalmente ambiziosa, ma industrialmente più debole, rischia di diventare sempre più dipendente dalle economie che producono le tecnologie necessarie alla sua stessa transizione.
E questa sarebbe una contraddizione difficile da sostenere.
#TransizioneEnergetica #IndustriaEuropea #GreenDeal
Articolo originariamente pubblicato da Rossella Di Grazia su Substack.