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L’intelligenza artificiale ha bisogno di una quantità enorme di energia.

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L’intelligenza artificiale ha un problema di cui parliamo ancora troppo poco: ha bisogno di una quantità enorme di energia.

E in Texas il problema è diventato talmente concreto che il gestore della rete elettrica ha dovuto cambiare le regole per collegare i grandi consumatori.

Al centro ci sono soprattutto i data center, le gigantesche infrastrutture nelle quali lavorano i server che rendono possibili cloud, servizi digitali e intelligenza artificiale.

Il dato è sorprendente.

ERCOT, il gestore della rete texana, dichiara di seguire richieste di connessione di grandi carichi per oltre 438.000 MW.

Quasi l’89% riguarda data center.

Ma attenzione: questo non significa che tutta questa potenza verrà realmente utilizzata.

Ed è proprio qui che nasce un fenomeno nuovo: la cosiddetta “domanda fantasma”.

Molti progetti chiedono enormi quantità di energia alla rete già nelle fasi di sviluppo. Alcuni verranno realizzati, altri forse no.

Ma una rete elettrica deve essere programmata prima.

Bisogna decidere dove costruire nuove linee, cabine, trasformatori e capacità di generazione e programmare infrastrutture sulla base di una domanda sovrastimata può significare investimenti enormi che, direttamente o indirettamente, possono ricadere anche sul sistema e sui consumatori.

Per questo il Texas sta introducendo procedure più rigorose per verificare e gestire le richieste dei grandi utilizzatori e questa, secondo me, è una notizia che dovrebbe interessare anche l’Europa.

Per anni abbiamo parlato della transizione energetica soprattutto come problema di produzione: quante rinnovabili installare, quanta energia produrre, quali fonti utilizzare.

La crescita dell’intelligenza artificiale ci obbliga ad aggiungere un’altra domanda:

quanta nuova elettricità dovremo riuscire a trasportare e gestire?

Perché un data center non è soltanto tecnologia digitale, è anche energia, rete, capacità di generazione, accumulo,territorio ed è programmazione.

La rivoluzione digitale e la transizione energetica, quindi, non sono due fenomeni separati.

Stanno diventando la stessa grande questione infrastrutturale.

Credo pertanto che probabilmente sarà qui che si giocherà una parte importante della sicurezza energetica dei prossimi anni e che dovremo cominciare a parlarne di più per mettere azioni oggi che non ci facciano trovare con l’ennesimo problema da affrontare domani .

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Articolo originariamente pubblicato da Rossella Di Grazia su Substack.

Rossella di Grazia

Esperta di Bill Audit ed amministratrice unica della ESB Consulting.