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L’intelligenza artificiale sta iniziando a cambiare non soltanto il mondo digitale.

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Dalla Finlandia arriva in questi giorni un caso che credo meriti molta attenzione.

Google investirà almeno 13 miliardi di euro nel Paese nei prossimi due anni per sviluppare infrastrutture digitali e data center.

Ma insieme ai server sta investendo anche nell’energia necessaria per alimentarli.

Google e Fortum hanno infatti sottoscritto un accordo di acquisto di energia della durata di 22 anni, che arriverà a coprire fino al 50% della capacità della centrale nucleare finlandese di Loviisa.

E non finisce qui.

Nel progetto entrano anche nuove rinnovabili, sistemi di accumulo e una batteria da 94 MW destinata a supportare il nuovo data center di Kajaani.

Trovo particolarmente interessante il modello che emerge.

Perché fino a qualche anno fa avremmo probabilmente raccontato un grande investimento digitale parlando di server, occupazione, innovazione e infrastrutture tecnologiche.

Oggi non basta più.

Un grande investimento nell’intelligenza artificiale significa anche chiedersi:

quanta elettricità servirà?

Da dove arriverà?

La rete sarà in grado di trasportarla?

Chi finanzierà la nuova capacità necessaria?

E come evitare che l’arrivo di enormi nuovi consumatori finisca per creare problemi al resto del sistema?

Il caso finlandese prova a dare una risposta interessante: chi genera una nuova e importante domanda di elettricità contribuisce anche a costruire le condizioni energetiche necessarie per sostenerla.

Questo, secondo me, è il punto della notizia.

Non si tratta di essere favorevoli o contrari al nucleare, né di contrapporlo alle rinnovabili.

Qui stanno entrando nello stesso progetto nucleare, rinnovabili, batterie, rete e gestione intelligente della domanda.

Ed è esattamente la direzione nella quale credo dovremo imparare a ragionare sempre di più.

L’intelligenza artificiale non vive semplicemente nel “cloud”.

Dietro ogni data center ci sono centrali elettriche, reti, trasformatori, accumuli, territorio e investimenti che qualcuno deve realizzare e finanziare.

E forse la vera domanda per l’Europa nei prossimi anni non sarà soltanto chi svilupperà l’intelligenza artificiale migliore.

Sarà anche chi riuscirà a garantirle energia abbondante, stabile e competitiva senza scaricare tutti i costi della sua crescita sul sistema elettrico e sugli altri consumatori.

Perché la nuova competizione tecnologica mondiale sarà sempre più anche una competizione energetica.

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Articolo originariamente pubblicato da Rossella Di Grazia su Substack.

Rossella di Grazia

Esperta di Bill Audit ed amministratrice unica della ESB Consulting.