Molti cittadini e molte imprese potrebbero partecipare a una CER già presente sul proprio territorio, ma non sanno che esiste, come trovarla o chi contattare.
Il GSE prova ora a colmare questa distanza con la “Vetrina delle Comunità Energetiche Rinnovabili” lanciato il 7 Settembre, un nuovo servizio per mettere in contatto le CER esistenti con cittadini, imprese ed enti interessati ad aderire.
Inserendo il codice POD della propria utenza, è possibile individuare le Comunità che hanno aderito al servizio e che si trovano nella stessa Area Convenzionale, conoscerne le caratteristiche e contattarne direttamente i referenti.
Un passaggio apparentemente semplice, ma decisivo.
Al 31 Agosto risultano oltre 4.800 configurazioni con contratti attivi o in fase di finalizzazione, circa 400 MW di potenza e più di 51.000 punti di connessione associati.
Numeri importanti, che però ci pongono una domanda concreta: quante di queste realtà riusciranno a coinvolgere davvero famiglie, imprese ed enti locali?
Perché una CER non può limitarsi a essere uno statuto, un impianto o una pratica presentata al GSE, deve invece diventare una comunità reale: informata, partecipata e capace di condividere non soltanto energia, ma anche benefici economici, ambientali e sociali.
I Comuni possono svolgere un ruolo fondamentale, aiutando cittadini e attività produttive a conoscere le opportunità già disponibili nel proprio territorio.
Una Comunità Energetica produce valore quando l’energia viene condivisa e quando il territorio partecipa. Il numero delle CER costituite conta ma conterà sempre di più quante persone riusciremo realmente a coinvolgere.
La transizione energetica non si realizza soltanto costruendo gli strumenti ma piuttosto si realizza quando le persone iniziano a usarli.
Interessante dal mio punto di vista sarà monitorare quante CER aderiranno alla Vetrina e se aumenterà concretamente il numero dei membri delle comunità esistenti,
e voi cosa ne pensate?
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Articolo originariamente pubblicato da Rossella Di Grazia su Substack.