Un avvocato ci chiede di effettuare una ricerca di mercato sulla fornitura energetica della propria abitazione.
È un’attività che in questo periodo abbiamo deciso di mettere gratuitamente a disposizione, considerato l’andamento dei prezzi dell’energia.
Analizziamo la situazione, utilizziamo anche il simulatore di un nostro partner e individuiamo una proposta economicamente migliorativa.
Non ci limitiamo al prezzo.
Prima ancora di proporre una soluzione, i partner con cui lavoriamo vengono sottoposti a una valutazione che comprende anche gli aspetti contrattuali e normativi, perché nel settore energetico un prezzo conveniente non basta a rendere conveniente un contratto.
Invitiamo quindi il professionista a visionare la proposta contrattuale completa dei relativi allegati.
La risposta è:
“Mi prendo il tempo per un’attenta valutazione.”
Ed è qui che nasce la mia riflessione.
Valutare è sacrosanto. Anzi, lo consiglio sempre.
Ma che cosa stiamo valutando e con quali competenze?
Essere avvocato consente certamente di leggere e comprendere un contratto meglio di molti altri consumatori.
Ma una fornitura energetica non è soltanto un contratto.
Ci sono condizioni economiche, struttura del prezzo, componenti fisse e variabili, indicizzazioni, durata, rinnovi, disciplina ARERA, Codice di condotta commerciale, obblighi informativi, modalità di aggiornamento delle condizioni, caratteristiche del mercato e molto altro.
Esattamente come lavorare da vent’anni nell’energia non farebbe di me un avvocato.
Ed è questo il punto.
La competenza non consiste nel sapere tutto.
Consiste anche nel sapere quando affidarsi alla competenza di qualcun altro.
Altrimenti dovremmo porci una domanda molto semplice:
se riteniamo di possedere già tutte le conoscenze necessarie per analizzare autonomamente mercato, prezzo e contratto, perché rivolgersi inizialmente a una società di consulenza strutturata?
Basterebbe aprire Internet, confrontare qualche offerta e scegliere.
Ma è proprio ciò che sconsiglio da anni.
Perché tra confrontare prezzi e fare consulenza energetica esiste una differenza enorme.
E vale in ogni professione.
Io non mi difenderei da sola in tribunale perché conosco qualche norma.
Non progettarei un impianto perché lavoro nel settore energetico.
Non sostituirei un commercialista perché so leggere un bilancio.
La multidisciplinarietà nasce proprio da questo: riconoscere il valore delle competenze degli altri.
Forse uno dei problemi del nostro tempo è esattamente il contrario.
Siamo diventati bravissimi ad avere accesso alle informazioni.
Molto meno bravi a distinguere l’informazione dalla competenza.
E nell’energia questa differenza può costare parecchio.
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Articolo originariamente pubblicato da Rossella Di Grazia su Substack.