E allora: in Italia pretendiamo di fare la transizione energetica… senza nessuno che se ne occupi davvero.
Nei Comuni tutto finisce sull’Ufficio Tecnico, che già vive in trincea tra edilizia, urbanistica, lavori pubblici, sicurezza e burocrazia infinita. E poi ci stupiamo se la gestione energetica non decolla.
La verità è che stiamo affrontando il tema più complesso degli ultimi 30 anni con strutture pensate per il dopoguerra.
E spesso gli uffici sono guidati da professionisti entrati per concorso — architetti, geometri, ingegneri civili — bravissimi nel loro campo, ma non necessariamente formati su energia, CER, kW/kWh, PUN, ARERA, bilanci energetici, diagnosi e meccanismi incentivanti.
Eppure pretendiamo che si improvvisino esperti energetici. Che gestiscano progetti da milioni di euro. Che facciano da sportello CER. E magari anche che seguano la bolletta come un “UtilityManager”.
È semplicemente impossibile. Non è una colpa, è un sistema sbagliato.
E allora diciamola tutta: se la PA vuole davvero guidare la transizione energetica, deve creare un #Assessorato all’Energia. Punto.
Un presidio politico e tecnico che: • sappia dove andare, • sappia cosa scegliere, • sappia come risparmiare, • e soprattutto sappia di cosa sta parlando.
Perché senza una governance dedicata, continueremo a fare finta di fare energia. E la transizione rimarrà uno slogan… mentre le bollette continuano a essere un costo ingiustificato.
Buona Energia!
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