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Installare più rinnovabili non basta.

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Ieri, 4 settembre, Terna ha pubblicato una nuova consultazione sul Codice di Rete.

Può sembrare una notizia molto tecnica. In realtà riguarda qualcosa di estremamente concreto: come dovrà funzionare il nostro sistema elettrico mentre aumenta la produzione da fonti rinnovabili.

Provo a spiegarlo semplicemente.

Una centrale tradizionale può essere programmata e regolata.

Il sole e il vento, invece, no.

Il fotovoltaico produce quando c’è sole.

L’eolico quando c’è vento.

Ma noi abbiamo bisogno di energia anche quando il sole tramonta, il vento diminuisce o, improvvisamente, i consumi aumentano.

E qui entra in gioco la rete.

Produzione e consumo di elettricità devono rimanere continuamente in equilibrio. Più cresce la presenza di fonti rinnovabili non programmabili, più diventano importanti flessibilità, accumuli, capacità di dispacciamento, sistemi digitali e regole capaci di coordinare soggetti diversi.

Per questo trovo interessante la consultazione avviata da Terna.

Perché ci ricorda che la transizione energetica non consiste semplicemente nell’aggiungere pannelli fotovoltaici e pale eoliche.

Secondo Terna, nel decennio 2025-2034 sono previsti oltre 23 miliardi di euro di investimenti sulla rete e l’integrazione di almeno 65 GW aggiuntivi di rinnovabili entro il 2030.

Sono numeri che fanno capire quanto la vera sfida sia ormai sistemica.

Dobbiamo produrre energia più pulita, certamente.

Ma dobbiamo contemporaneamente avere una rete capace di trasportarla, accumularla, bilanciarla e gestirla in sicurezza.

Ed è qui che emerge un principio sempre più costante nelle mie riflessioni: la transizione non è soltanto tecnologica e’ anche infrastrutturale, economica, normativa e sociale.

Per questo continuo a sostenere che parlare di energia guardando soltanto al prezzo del MWh o al numero di nuovi impianti significa osservare solo una parte del problema.

La transizione energetica non si gioca soltanto nei cantieri degli impianti.

Si gioca sempre di più nella capacità della rete di governare milioni di punti di produzione e consumo, mantenendo il sistema sicuro, stabile e accessibile.

Ed è probabilmente questa una delle sfide energetiche più importanti dei prossimi anni.

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Articolo originariamente pubblicato da Rossella Di Grazia su Substack.

Rossella di Grazia

Esperta di Bill Audit ed amministratrice unica della ESB Consulting.