1° SETTEMBRE 2026. Una notizia sull’energia che secondo me dovremmo leggere con molta attenzione.
Non riguarda il prezzo del gas.
Non riguarda il petrolio eneppure una nuova centrale.Riguarda piuttosto la sicurezza delle nostre infrastrutture energetiche.
Reuters segnala che le aziende energetiche stanno affrontando una minaccia crescente: attacchi informatici potenziati dall’intelligenza artificiale.
E non parliamo soltanto di scenari teorici.
In Ucraina le infrastrutture energetiche sono state ripetutamente bersaglio di attacchi informatici.
In Polonia un attacco ha cercato di interrompere le comunicazioni tra impianti di energia rinnovabile e operatori della distribuzione.
Negli Stati Uniti le autorità hanno recentemente segnalato tentativi di violazione di dispositivi utilizzati anche nelle infrastrutture energetiche.
E nel Regno Unito il tema ha portato le autorità a confrontarsi direttamente con i vertici delle aziende energetiche sulle misure di protezione.
Ma c’è un elemento nuovo che rende tutto questo ancora più interessante.
L’intelligenza artificiale può aiutare anche chi attacca.
Può velocizzare l’individuazione delle vulnerabilità, automatizzare alcune attività e rendere più semplice analizzare sistemi sempre più complessi e interconnessi.
Perché nel frattempo anche l’energia è cambiata.
Una rete elettrica moderna non è più soltanto fatta di centrali, cavi e trasformatori e’ fatta anche di software, sensori, telecomunicazioni, inverter, sistemi di controllo e algoritmi.
Più digitalizziamo il sistema energetico, più dobbiamo preoccuparci anche di proteggerlo.
Ed è questo, secondo me, il punto della notizia del 1° settembre.
Quando parliamo di sicurezza energetica, non possiamo più pensare soltanto alla disponibilità delle fonti o alla stabilità dei prezzi.
La resilienza energetica del futuro dovrà essere contemporaneamente:
fisica, economica e digitale.
La transizione energetica non deve essere soltanto più verde e più efficiente ma deve essere anche più sicura.
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Articolo originariamente pubblicato da Rossella Di Grazia su Substack.