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Rinnovabili: è boom dei contratti di energia verde per le aziende

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Alimentate solo da energie rinnovabili: l’ultima dell’elencoè il colosso della birra Budweiser che ha appena annunciato di avere raggiunto il 100 per cento di consumi energetici coperti solo da fonti green.

Sempre più aziende nel mondo stipulano contratti di lungo periodo per la fornitura di elettricità: a patto che non sia prodotta da fonti tradizionali, gas o carbone, ma nemmeno nucleare. Nel corso del 2018, secondo i dati citati da Bloomberg New Energy Finance, i contratti di questo tipo hanno fatto segnare un totale di 13,4 gigawatt, con oltre 6,1 gigawatt oltre il record precedente che si riferiva al 2017.

In qualche modo, si tratta di un successo annunciato. I Power Purchase Agreemnet, come vengono definiti in gergo tecnico, sono un tipo di accordo che sta prendendo sempre più piede. In buona sostanza, le aziende si legano a un fornitore che non deve essere per forza un’utility tradizionale. Può essere anche un operatore che dispone di energie prodotta da impianti fotovoltaici o campi eolici. Come spiegano i dati di BloombergNEF, quest’ultima scelta appare in rapida ascesa.

Perché le aziende si stanno orientando in questa direzione? In qualche caso per questioni di filosofia aziendale, in qualche caso di marketing, ma in modo crescente per soddisfare le richieste sempre più stringenti dei fondi di investimento che devono seguire determinate politiche sul rispetto dell’ambiente e la lotta al climate change. Dal 2007 a oggi sono 32 i gigawatt complessivi oggetto di una contrattazione tra operatori e aziende, ma come si vede dai numeri, il 40 per cento del totale è frutto di accordi stipulati negli ultimi dodici mesi. Siamo ancora ai primi passi, ma i 32 gigawatt cominciano a essere un cifra rilevante: per fare un raffronto rappresenta il totale dell’energia consumata nei Paesi Bassi.

Il fenomeno è maggiore in un paese come gli Stati Uniti. Sia per una questione di dimensioni dell’economia americana, sia perché si va al traino di aziende come Google. A fine 2007 ha siglato tre contratti per oltre 3 gigawatt di energia da impianti eolici che l’hanno reta al 100 per cento alimentata da impianti rinnovabili, eolici nel suo caso. L’investimento complessivo per i prossimi anni nel campo sarà pari a 3,5 miliardi di dollari. Un esempio seguito da molte altre società della Silicon Valley. Non è da meno Facebook, che ha acquistato 2,6 gigawatt verdi a livello globale. Anche in Europa qualcosa comincia a muoversi (quasi 2 gigawatt complessivi, il doppio dell’anno precedente), così come in Asia, dove la maggiore attività delle aziende è segnalata in Australia e India.

Ma non sono solo le aziende di legate alle nuove tecnologie, tradizionalmente più aperte all’innovazione, a muovere verdi le energie verdi. L’ultima della serie è stata Budwieser. In precedenza ci sono stati i csi di General Motors, Strabucks, Walmart e Unilever. Nel 2018, persino il colosso petrolifero ExxonMobil (uno dei primi cinque gruppi quotati al mondo) ha fatto il suo esordio nelle forniture verdi, con 557 megawatt sottoscritti per i suoi impianti in Texas.

fonte: repubblica.it

Rossella di Grazia

Esperta di Bill Audit ed amministratrice unica della ESB Consulting.